15 grammi

15 g di aldo spinelli

15 gr.

novembre 1979

bilancia metallica e cartoncino bristol

cm. 19x28x12

una bilancia postale tarata sui 15 grammi è in esatto equilibrio

con un cartoncino del peso di 15 grammi.

 

Una (1) cosa (2) può essere (3), allo stesso tempo (4), misura (5) e (6) misurato. (7)

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Note

(1) Da intendersi come quantificatore esistenziale: “esiste almeno un x tale che x…”. La parola “una” è qui però usata nella sua ambigua sostituibilità con “qualche” ma anche con “ogni”.

E’ peraltro chiaro che la parola “una” non può essere intesa nel suo significato di numerale poiché dal seguito dell’enunciato è evidente che se “una” misura, è allo stesso tempo da “un’altra” misurata. Anche se esistono casi in cui “una” misura ed è misurata da se stessa. (Nella parola italiana “tre”, per esempio, il significato “misura” il numero degli elementi che lo denotano).

(2) Termine generico che sta a rappresentare i diversi “oggetti” presi in considerazione nel mio lavoro. Potrebbe più specificamente essere sostituito con: “parola”, “forma”, “telaio”, “scatola”, eccetera.

A questa sostituzione dovrebbero successivamente corrispondere altre espressioni più proprie in luogo di “misura” e “misurato” quali “computa”/”è computato”, “contiene”/”è contenuto”, eccetera.

(3) Forma blanda per l’affermazione di esistenza che darebbe all’enunciato la veste di teorema peraltro non dimostrabile se non in alcuni casi o soltanto per via empirica. Infatti nel mio lavoro non esiste una regola che aprioristicamente permetta di conoscere la possibilità di esistenza di uno o più risultati: le conformazioni linguistiche, le strutture spaziali degli incastri, ecc portano all’oggetto soltanto mediante un procedimento per tentativi ed errori.

(4) Non solamente la reciprocità sincronica della misurazione (una linea è lunga “x” centrimetri, quindi anche “x” centimetri sono lunghi “quella linea”).

“Allo stesso tempo” porta a coincidere e scambiarsi di ruolo il prima e il dopo, la causa e l’effetto.

Non posso conoscere “a” se non conosco “b” e viceversa.

Potrò conoscere “a” e “b” soltanto nello stesso tempo.

(5) Entità conosciuta con la quale viene a essere confrontata un’altra entità dello stesso genere ma di differente grandezza o quantità. Il risultato di questo confronto è espresso mediante un numero.

Nei miei lavori con le forme bi- e tridimensionali la “misurazione” riguarda le dimensioni del contenuto e del contenitore. Queste due entità corrispondono approssimativamente al significato e alla struttura (numero di lettere, loro colore, loro forma, eccetera) delle parole usate in altri lavori.

In questi casi “misurazione” è l’evidenziare l’uguaglianza tra ciò che si vede e ciò che esso significa.

Per esempio, l’insieme di parole “ventisei lettere alfabetiche” è espresso mediante ventisei lettere alfabetiche. “lettere alfabetiche” è la costante; la parola che denota il numero che precede la costante deve essere formata da un numero di lettere tale che, addizionato al numero di lettere della costante, il risultato della somma sia un numero uguale al numero di lettere indicate dall’espressione.

(6) Congiunzione non solamente in senso sintattico.

Congiunzione che porta, come detto sopra, i due termini “misura” ” e “misurato” a coincidere e confondersi.

(7) Per quanto riguarda questo enunciato e per sottolineare i limiti empirici della sua interpretazione cfr. Ludwig Wittgenstein – “Osservazioni sopra i fondamenti della matematica” – edizione italiana, Einaudi, 1971, pag. 22, paragrafo 40, nota 1, scolio di W.).

 

novembre 1978

firma aldo spinelli

 

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